Il segreto d'una cosa semplice la racconta Matteo, maestro d'uno spadista categoria Allievi che sta per diventare campione d'Italia, durante il minuto di pausa dell'assalto di finale. Il suo Giovanni, supportato dal gran tifo degli amici e compagni del CUS Catania, era avanti 9-2 nel match per il titolo, poi ha beccato due stoccate consecutive, e però non è quello che per il suo tecnico "è grave". Piuttosto, è il motivo: "Ti stavi divertendo! Poi hai affrettato, perché hai pensato di poter vincere subito senza divertirti. E ne hai prese due di fila...".
La bellezza della scherma sta in questi piccoli o forse enormi dettagli che il 58° Gran Premio Giovanissimi "Renzo Nostini" - Trofeo Kinder Joy of Moving di Riccione fotografa nell'animo di chi lo vive.

 

Nel day-5 uno scudetto lo vince Giovanni, l'altro, quello delle Allieve di fioretto, nell'ultima gara di questa specialità, va ad Alessandra, Comense Scherma. E anche lei, padrona della pedana e in umanissimo imbarazzo davanti alla telecamere, racconta che il bello è nel divertimento. Lo fa condividendo con i suoi maestri, Massi e Serena, la gioia d'una vittoria di gruppo "ché senza quello non esiste risultato del singolo". Cartoline di verità.

 

La domenica di Riccione è frenetica: il tempo di premiare i neo campioni e si corre dall'altra parte, dove il parterre del Play Hall è diventato scenario d'uno dei momenti simbolicamente più importanti per la scherma italiana. Il premio "Incentivazione allo Studio" esalta chi s'impegna e si fa valere nello sport e, al contempo, nel rendimento scolastico e universitario. Ci sono 143 ragazzi, in tuta sociale, olimpici e paralimpici, a testimoniare che si può, si deve, far entrambe le cose traendo da ciascuna gli insegnamenti trasmessi dall'altra. Il metodo dato dalla scuola nel carattere forgiato dalla palestra, o viceversa, lungo un percorso virtuoso che insegna polivalenza, dedizione, responsabilità. Un tesoro d'esperienza capace d'arricchisce giovanissimi che nella scherma poi diventano uomini e donne.

 

Nessuna banalità, niente retorica. Tutto vero. E se non ci credete, (ri)vedete il messaggio che il "Dottor Fioretto", al secolo Daniele Garozzo, un oro e un argento olimpico prima della laurea in Medicina, invia dalla Corea ai ragazzi premiati a Riccione: "Siate orgogliosi di questo riconoscimento e continuate a dare il massimo di voi stessi nello studio e nello sport. Credetemi quando dico che se non avessi fatto scherma non mi sarei mai laureato in Medicina, e se non avessi studiato Medicina non avrei vinto due medaglie olimpiche". E la parola d'un medico vale più d'un consiglio...

(dac)

jQuery(window).on('load', function() { new JCaption('img.caption'); }); jQuery(function($){ initTooltips(); $("body").on("subform-row-add", initTooltips); function initTooltips (event, container) { container = container || document;$(container).find(".hasTooltip").tooltip({"html": true,"container": "body"});} });