Occhi negli occhi. La storia di GPG di oggi comincia con un’istantanea che ferma il tempo e inchioda un attimo, unico eppure come tanti, in cui la scherma ti ricorda che in pedana non si è mai soli. E non c’è mamma o papà né maestro, stavolta, al fianco d’una giovanissima atleta con il volto solcato da “lacrime di gara”. Ad asciugarle senza fazzoletto, ma con il potere d’uno sguardo e di qualche (giusta) parola che “curano”, è corsa “la dottoressa”. Valeria è il medico di gara. Ed è come se il Gran Premio Giovanissimi lo vivesse da sempre: ci tirava a Rimini, poi è cresciuta, s’è laureata e ci è tornata per la prima volta da medico, appunto, e quando l’anno dopo la “gara dei sogni” s’è spostata a Riccione ha fatto quei pochi chilometri che dividono il 105 Stadium dal Play Hall per continuare a vivere la passione di quand’era bambina in quello ch’era intanto diventato il suo lavoro. Chissà quante volte ci ritorna, a esser bambina, “la dottoressa”, quando c’è da fiondarsi in “soccorso” di ragazzini che spesso, più che d’un intervento medico, hanno bisogno d’una frase di conforto, d’un sorriso che li rassicuri, d’un “tutto ok, puoi farcela, torna in guardia e sappi che, se hai bisogno, noi siamo qui…”.

 

Con Valeria ci sono i colleghi medici Pietro ed Emanuele, che insieme ai fisioterapisti Tiziano, Elia e Matteo in questi giorni stanno facendo molto più del “loro mestiere”. Professionisti al servizio d’un esercito di baby tiratori, i “ragazzi del dottor Antonio Fiore” consumano le pedane con al seguito kit e cuore, e non è raro che sia quest’ultimo all’occorrenza lo strumento da utilizzare per rispondere alla richiesta d’intervento. La foto di Andrea, che con lo stile “Bizzi Team” mostra come la scherma sappia regalare immagini meravigliose pure senz’armi né maschera, racconta più delle parole dette e di quelle che si potrebbero aggiungere…

 

Poi i campioncini del day-6 del 58° Gran Premio Giovanissimi “Renzo Nostini” - Trofeo Kinder Joy of Moving. Gabriele, Cus Catania, vince tra i Ragazzi di spada e il suo segreto lo svela dopo la 15esima stoccata, accanto al maestro Matteo che festeggia il secondo “scudetto” in ventiquattr’ore (mica male…). “Ieri ero stato qui al palazzetto e avevo visto Giovanni, mio compagno di società, conquistare il titolo degli Allievi. E mi son detto: voglio farlo anch’io”. Detto, e pure fatto!

Il tricolore delle spadiste Allieve invece va a Ludovica, Club Scherma Foligno, dopo una finale da impazzire cominciata sotto di sei stoccate (3-9), continuata in rimonta e conclusa con un attacco dopo l’altro senza curarsi del tempo da gestire. “Mancavano tre secondi alla fine della frazione, ero a una stoccata dal successo e ho pensato: sento di potercela fare, provo a chiudere subito, perché se arrivo al minuto di pausa poi magari perdo. Mi è andata bene!”. Poca saggezza? Macché, a fondo pedana c’era Pietro Gnisci – e per un veterano dei maestri le “storie” che non amano i cognomi faranno un’eccezione – ch’è un saggio per eccellenza. E assecondare, lasciar esprimere, l’istinto e tutta la voglia di vincere d’una sua allieva, evidentemente, in quel momento non era soltanto la scelta più giusta, ma anche la più saggia…

(dac)

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