Chi l’ha detto che “c’è un’età per tutto”? Guai a fidarsi dei “così si dice”, ché poi incontri chi la pensa diversamente e ti sbatte in faccia l’antitesi d’una frase fatta che diventa cartastraccia davanti a un mondo reale che racconta (anche) altro, e t’insegna che il tempo è soltanto una percezione per chi lo vive.

 

Macerata, Campionati Italiani Paralimpici e per non vedenti 2022: l’esempio di come le passioni siano senz’età, e la scherma pure, è nei volti e nelle storie di Gianfranco e Mario, due “ragazzi” nati – rispettivamente – nel 1946 e nel 1939. Ragazzi, sì, senz’alcuna irriverenza, perché l’entusiasmo che li anima, ci mettono e trasmettono, è una lezione di vita infinita per chi è più giovane e con meno problemi.

 

Gianfranco Bompane, 76enne bolognese, tetraplegico dopo un incidente, ha conosciuto la scherma un decennio fa grazie a Magda Melandri durante la riabilitazione ed è stato un attimo, per lui, passare da paziente della fisioterapista ad allievo della maestra di scherma. Così s’è cimentato sulle pedane della Zinella San Lazzaro di Savena, rafforzando un gruppo paralimpico che gli dà – ipse dixit – “ogni giorno lo stimolo di migliorare, il desiderio del confronto, la voglia di togliermi sempre nuove soddisfazioni”. È uno sportivo autentico, Gianfranco: attività subacquea, vela, equitazione, ha fatto di tutto un po’ prima di mettersi “in guardia” in carrozzina. Si allena in sala due volte a settimana, alternando la scherma al nuoto, tira di spada e di fioretto, specialità quest’ultima in cui ha conquistato il bronzo ai Tricolori di Macerata. Il più esperto dei Campionati Italiani Paralimpici, e pure medagliato! “Partecipate, partecipate, partecipate”, ripete tre volte quando gli si chiede un messaggio ai più giovani. Parole come pietre.

 

Non è da meno Mario Ricci, anzi. Fiorentino del Circolo Schermistico Attraverso, 83 anni, pratica scherma da 10, da quando ha perso la vista e, con l’Unione Italiana Ciechi, ha conosciuto i maestri Alberto Bruni ed Elena Cazzato. È stato il più anziano nella gara dei non vedenti sulle pedane del Banca Macerata Forum, dove si diceva fosse al suo ultimo Campionato Italiano. O forse no, a sentir lui…

Ho fatto tennis, ciclismo e nuoto. Poi, da quando non vedo, ho scoperto la scherma, uno sport che avevo sempre seguito da appassionato e che ora, da atleta, mi dà amicizia, possibilità di socializzare, viaggiare e divertirmi in ottima compagnia. Fosse per me, tirerei anche di notte”. Per questo, e per tanti altri motivi, Mario maledice “questi ultimi due anni che mi hanno bloccato” causa pandemia, però poi si ricarica perché “per fortuna un mese fa ho ripreso, e sono contento della mia gara, ho disputato un ottimo girone”. E così, mentre lascia ai più giovani un appunto di cui far tesoro, “meno computer e più scherma, per stare insieme agli altri e confrontarsi”, precisa che chi l’ha presentato come “al passo d’addio” con le pedane si sbagliava di grosso. “Mi sono divertito, ho tirato bene. Non ho ancora voglia di smettere!”.

Credeteci voi a chi dice che “c’è un’età per tutto”…

(dac)

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