ANTALYA – Un trionfo che la spada maschile italiana attendeva da 23 anni. Ai Campionati Europei Assoluti Antalya 2022 Andrea Santarelli, Gabriele Cimini, Davide Di Veroli e Federico Vismara, guidati dal responsabile Dario Chiadò, hanno riaggiornato la storia. Correva l’anno 1999 quando, sulle pedane “di casa” di Bolzano, il quartetto composto da Sandro Cuomo, Paolo Milanoli, Alfredo Rota e Davide Schaier, con CT Michele Leonardi, avevano portato per l’ultima volta il team degli spadisti sul trono del Vecchio Continente.

 

Fa piacere e anche un po’ impressione sapere d’aver vinto l’oro dopo così tanto tempo. Volevamo vincere, l’abbiamo fatto tirando al meglio, dando tutto fin dalla prima stoccata. Durante l’anno abbiamo creato un grande gruppo. E qui abbiamo affrontato avversari molto forti, ma ci siamo spalleggiati a vicenda e alla fine è arrivata questa splendida medaglia”, il commento di Davide Di Veroli, l’uomo dell’ultimo assalto, che 23 anni fa non era neppure nato.

 

Abbiamo solo sfiorato il podio durante la stagione di Coppa del Mondo. Accade che chi fa benissimo durante l’anno poi non si ripeta qui. È bellissimo salire sul gradino più alto a un Europeo e riportare l’Italia a una medaglia d’oro che non si vinceva dal 1999. È per questo che dopo la grande affermazione in semifinale contro la Francia, alla 45esima stoccata, ho gridato dalla gioia: mi sento male”, sorride Andrea Santarelli.

 

Proprio da quel match contro i transalpini riparte Gabriele Cimini: “Il match che valeva la certezza della medaglia ci ha contrapposto a una squadra, quella francese, che è davvero molto forte, ma noi non siamo da meno, ce lo siamo detti tante volte. Ci siamo incitati e dati la carica anche quando eravamo sotto di 8 stoccate, sapevamo che potevamo riuscirci e ce l’abbiamo fatta concludendo l’opera in finale contro Israele”, il racconto dello spadista pisano, con un pensiero speciale che arriva lassù, al maestro Antonio Di Ciolo.

 

Questo è un gruppo nuovo, ci siamo imposti di andare a lottare su ogni stoccata e di esprimere la nostra scherma. È stata una stagione in salita, ma si sta creando una squadra nel vero senso della parola. Ci aiutiamo e sappiamo che ogni errore non è un dramma, così siamo arrivati al successo”, la chiosa di Federico Vismara.

 

Parole che, non meno della prestazione offerta e della medaglia d’oro conquistata, rendono orgoglioso il CT della spada azzurra Dario Chiadò: “Posso solo dire che sono veramente contento, i ragazzi hanno fatto gruppo e si sono protetti l’uno con l’altro. È stato un lavoro di squadra veramente emozionante. Hanno dato prova di carattere, bravura tecnica, capacità di interpretare ogni match. Adesso profilo basso e andiamo avanti verso il Mondiale”.

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