ROMA - Una storia di vita, e di scherma, nata dopo una tragedia mortale. Quarant'anni fa, nel luglio del 1982, durante il Mondiale di Roma, il movimento schermistico internazionale visse una delle sue pagine più tristi. Matthias Behr, grande fiorettista tedesco classe '55, ne fu suo malgrado protagonista: un incidente in pedana costò la vita a un altro straordinario campione come lui, l'olimpionico sovietico Vladimir Smirnov, colpito al volto dalla lama dell'avversaro che, dopo essersi rotta, penetrò tra le maglie della sua maschera.

 

Il match più bello e spettacolare di quella gara iridata si trasformò in una tragedia immane, che scosse il mondo dello sport. E che ritorna, oggi, quarant'anni dopo, nel racconto a USA Today di Emma, la moglie del compianto Vladimir Smirnov. E' stato proprio Matthias Behr, l'uomo che causò accidentalmente la morte del marito, a offrire a Emma un rifugio per i suoi due nipoti e il suo genero, in fuga dalla loro Kiev nei primi giorni dell'attacco della Russia all'Ucraina.
I bambini e il loro papà, ormai da mesi, vivono in Germania in un appartamento trovato da Behr e da sua moglie Zita, che si prendono cura di loro.

 

Una splendida storia di vita, in tempo di guerra, più forte d'una tragica morte. Nel ricordo di Vladimir Smirnov.

 

(nella foto, tratta dalla Biblioteca Digitale della FIS, 

il titolo della rivista federale "La Scherma" sulla tragedia del 1982)

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